<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Laici e Gesuiti</title>
	<atom:link href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010</link>
	<description>Sito dell&#039;associazione Laici e Gesuiti per Napoli ONLUS</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 May 2012 10:36:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Progetto “ImPastiAmo” &#8211; Non solo pasta…</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1084</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1084#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 10:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1084</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo un appello che ci è arrivato dai nostri amici di &#8220;Citta della Gioia ONLUS&#8221;, impegnata a sostenere il Progetto “ImPastiAmo” – Non solo pasta…. Ci chiedono un piccolo gesto di solidarietà per sperimentare un modello nuovo di partecipazione dal basso a sostegno del lavoro in terra di Campania: E’ davvero urgente raccogliere nei prossimi 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo un appello che ci è arrivato dai nostri amici di &#8220;Citta della Gioia ONLUS&#8221;, impegnata a sostenere il <strong>Progetto “ImPastiAmo” – Non solo pasta…</strong>. Ci chiedono un piccolo gesto di solidarietà per sperimentare un modello nuovo di partecipazione dal basso a sostegno del lavoro in terra di Campania:</p>
<blockquote><p><strong><span style="text-decoration: underline;">E’ davvero urgente raccogliere nei prossimi 10 giorni</span> </strong>le quote per sostenere le primissime scadenze per questi giovani, impegnati con la Mamma a vincere una battaglia per il lavoro e per il futuro.</p>
<p><strong>Basta un piccolo prestito</strong> (da concordare nelle modalità, leggete gli allegati) <strong>di € 20,00</strong>, rimborsabile in euro o in pasta, o anche devolvibile alla scadenza a enti di solidarietà sociale (mense, case-famiglia, altro). Basta parlarne in famiglia, al lavoro, tra gli amici, nel condominio. Dobbiamo raggiungere 500 quote per superare entro giugno lo start-up di questa piccola azienda familiare. Un settantina le abbiamo già raccolte.</p>
<p><strong><span id="more-1084"></span>Non è solo solidarietà, ma è anche un nuovo modo per realizzare economie alternative</strong> sulla falsa riga del microcredito (leggi l’articolo di Luigi sul nostro sito al link <a href="http://www.cittadellagioia.eu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1682:sobrieta-e-stili-di-vita-qkivala-q-un-piccolo-viaggio-nel-microcredito-di-luigi-salvio&amp;catid=44:generale&amp;Itemid=67">http://www.cittadellagioia.eu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1682:sobrieta-e-stili-di-vita-qkivala-q-un-piccolo-viaggio-nel-microcredito-di-luigi-salvio&amp;catid=44:generale&amp;Itemid=67</a>).</p>
<p><strong>Girate l’appello ad amici e parenti, ma soprattutto accompagnatela col passaparola</strong>. Abbiamo predisposto per CdG un foglio elettronico per schematizzare prestiti e scadenze che, leggerete, saranno monitorabili. Potete anche bonificare l’importo sul c/c di Città della Gioia (trovate sotto l’IBAN), inviando comunque una email con le notizie necessarie.</p>
<p>Grazie da parte di Francesco e dei suoi familiari per quanto farete. Siamo in cerca anche di contatti con ristoranti o Gruppi di Acquisto Solidali, o con i Distretti di Economia Solidale, o con imprese di distribuzione per verificare la possibilità di forniture che garantiscano continuità di ordini.</p>
<p>In attesa di vostre risposte, cari saluti e buona settimana.  Pasquale</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>CITTA&#8217; DELLA GIOIA ONLUS,</strong><strong><br />
<strong>IBAN: IT50 I050 1803 4000 0000 0130 433</strong><br />
<strong>BIC SWIFT: CCRTIT2T84A</strong><br />
<strong>Banca Popolare Etica -  Napoli</strong></strong></p></blockquote>
<p>Per un approfondimento del progetto nel seguito vengono forniti ulteriori dettagli:</p>
<blockquote><p>Due associazioni di volontariato culturale e sociale napoletane (<strong>Comunità per lo Sviluppo Umano – Equipe Napoli</strong> e <strong>Città della Gioia Onlus</strong>) promuovono il progetto di micro-aiuto “<strong>ImPastiAmo</strong>”, a sostegno di un’impresa familiare che produce pasta fresca, a Vitulazio, in provincia di Caserta. L’idea, ispirata al più strutturato e sperimentato microcredito, è quella di realizzare l’attività di start-up aziendale con un piccolo aiuto economico, restituibile a scadenza da concordare, in euro o in pasta. La restituzione può essere anche destinata a enti di solidarietà sociale (cooperative, mense sociali, case-famiglia, etc.). Entro fine giugno c’è necessità di raccogliere i <strong>10.000 euro necessari a garantire l’avviamento dell’impresa</strong>.</p>
<p>In questo tempo di crisi e di mancanze di prospettive per il futuro per i giovani, tre fratelli stanno avviando, con questo sostegno, un nuovo tipo di impresa, sostenuta dagli ideali della produzione alimentare di qualità, naturale, con quelle genuine proprietà nutritive ormai quasi perdute. Col contributo della decennale esperienza della Mamma, hanno dato vita ad un<strong> laboratorio di pasta fresca artigianale</strong>, utilizzando prodotti controllati e di produzione di filiere locali, con la prospettiva di trasformare l’intera produzione in biologica.  L’attività è appena nata e sta affrontando non poche difficoltà di avviamento: le uscite superano le entrate, e il finanziamento riconosciuto dall’Unione Europea non è ancora sufficiente a coprire i disavanzi.</p>
<p><strong><em>Se credi</em></strong><em> <strong>che una piccola azienda come questa abbia un grande valore sociale</strong>, <strong>e vuoi sentirti parte di una nuova economia</strong>, <strong>puoi partecipare al progetto</strong>, che mette insieme desiderio di lavoro e di sviluppo delle nostre terre con la solidarietà intelligente, l’amore per un lavoro antico e la promozione di una co-produzione in rete.</em><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Questa forma di “micro-aiuto”, ispirata al microcredito, è una nuova modalità, intelligente e sostenibile, di esprimere solidarietà concreta dal basso. <strong>Con un piccolo prestito, anche di soli </strong></em><strong><em>20 euro, puoi essere protagonista di questa impresa</em></strong><em>, che va aiutata proprio ora, al suo nascere e consolidarsi, pena la sua chiusura. Con un minimo investimento di 20 euro, infatti, puoi:</em></p>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li><em>aiutarci a far fronte alle spese incombenti, semplicemente acquistando preventivamente un <strong>buono </strong>che potrai utilizzare per ritirare i nostri prodotti successivamente, a prezzi scontati;</em></li>
<li><em>concordare la <strong>restituzione</strong> e la sua <strong>scadenza</strong>, nonché se in denaro o in pasta;</em></li>
<li><em><strong>decidere</strong> di devolvere la restituzione del credito ad un ente o a mense che si prendono cura delle persone più deboli o al margine della società.</em></li>
<li><strong><em>seguire l’andamento del progetto</em></strong><em> da un link che ti sarà inviato.</em></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Dai! Fai un piccolo gesto di solidarietà concreta</em></strong><em>. Sostieni la produzione dal basso e di qualità. <strong>“Impasta” con noi speranza e amore</strong> per le nostre terre e per i nostri giovani. Per gustare buona pasta certamente (ovviamente anche da asporto e/o cucinata presso di noi), ma anche <strong>per dare più “gusto” alla Vita</strong>. </em></p>
<p><em> </em></p>
<h2><strong><em>Grazie! … e… passaparola…</em></strong></h2>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>“Pasta, Amore e Fantasia” – Via Luciani – Parco Agorà – 81050 Vitulazio (CE) – cell. 3490718835</em></strong></p>
<p><strong><em>e-mail:  <a href="mailto:pastamorefantasia@yahoo.it">pastamorefantasia@yahoo.it</a></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1084</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La partecipazione attiva all’amministrazione della città dei cittadini non eletti</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1072</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1072#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 08:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfide e luoghi per impegnarsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1072</guid>
		<description><![CDATA[riflessioni in preparazione dell’incontro “La via napoletana alla democrazia partecipativa” Laici e Gesuiti per Napoli  &#124; Istituto Pontano &#124; Napoli, 31 maggio 2012 Scarica il documento in formato pdf I cittadini sono chiamati ad eleggere, periodicamente, i rappresentanti del popolo nelle diverse istituzioni, locali o nazionali, che ci governano ed amministrano la cosa pubblica. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>riflessioni in preparazione dell’incontro “<a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1063" target="_blank">La via napoletana alla democrazia partecipativa</a>”<br />
Laici e Gesuiti per Napoli  | Istituto Pontano | Napoli, 31 maggio 2012</em></p>
<p><em><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Laiciegesuiti_riflessioni_DemocraziaPartecipativa_31-05-2012.pdf">Scarica il documento in formato pdf</a></em></p>
<p>I cittadini sono chiamati ad eleggere, periodicamente, i rappresentanti del popolo nelle diverse istituzioni, locali o nazionali, che ci governano ed amministrano la cosa pubblica. Le istituzioni basate sulla democrazia rappresentativa, però, vivono un grave momento di distacco dalla società, con la quale si è perso il rapporto di fiducia, ed frequente la delegittimazione delle rispettive decisioni, sempre più spesso prese in assenza di dialogo con la società, diventando spesso incomprensibili o non condivise.</p>
<p>La necessità di nuove forme di partecipazione della società alla vita amministrativa e deliberativa è ormai una esigenza viva e sentita, che ricerchi un equilibrio tra la democrazia rappresentativa (a cui nessuno può negare la responsabilità ultima delle decisioni) e la partecipativa attiva dei cittadini, attraverso cui si può concorrere all’amministrazione della città.</p>
<p>Oggi, in tutti i sistemi democratici si diffondono ovunque diversi metodi che promuovono una nuova relazione della società con le istituzioni attraverso la creazione di luoghi e spazi per un confronto razionale tra le diverse tesi, tra cittadini disposti a rimettere in questione le proprie opinioni, in cui alla fine si cerca una soluzione quanto più possibile condivisa.</p>
<p><span id="more-1072"></span></p>
<h3>1.    Democrazia partecipativa e democrazia deliberativa</h3>
<p>Cos’è la <strong>partecipazione</strong>? Per definirla nella propria tendenza si potrebbe ritenere sufficiente andare a votare, scrivere una lettera a un giornale, manifestare in piazza, sentire un comizio, occupare i binari della ferrovia per prote­sta, prendere parte a una dimostrazione. La partecipazione è, pertanto, un termine aperto che possiamo arrivare a definire, pur nella eterogeneità dei processi, in tutte quelle interazioni sociali in cui sono coinvolti cittadini o rappresentanti di gruppi o associazioni e le amministrazioni competenti per una discussione, basate sull’uso della parola (è escluso il confronto fisico…), rivolte a risolvere una problematica concreta o a prendere una decisione di interesse per la collettività.</p>
<p>Il passo successivo e di qualità è quello di superare la partecipa­zione come semplice informazione e consultazione degli amministratori, che mira a rassicurare i cittadini ed a legittimare i politici, per <strong>arrivare ad una cooperazione vera e propria</strong> evitando esercizi di natura simbolica o demagogica. Questo passo si compie solo con un reale trasferimento di potere dagli amministratori ai partecipanti.</p>
<p>A ciò si deve aggiungere il miglioramento dei processi dialogico-deliberativi, che caratterizza la democrazia deliberativa: superare il semplice confronto verbale, la discussione tra opinioni e interessi divergenti, per arrivare<strong> </strong>ad una migliore comprensione reciproca tra le parti, all’individuazione di terreni comuni, a intese realmente condivise (piutto­sto che a meri compromessi).</p>
<p>La <strong>democrazia deliberativa</strong> è improntata al superamento di contrapposizioni aprioristiche<strong> </strong>e polarizzate, che cercano di far prevalere l’affer­mazione delle proprie ragioni, per costruire un processo che mira a generare un con­senso informato attraverso un metodo dialogico<strong> </strong>che porti ad una progres­siva comprensione delle ragioni altrui (senza rinunciare aprioristicamente alle proprie), ad uno spostamento delle proprie verso valutazioni più bilanciate, condivise, ragionate e orientate al cambiamento.</p>
<p>Per l’efficacia di questi processi è fondamentale creare una struttura e delle regole improntate al rispetto della diversità di opinioni, che<strong> </strong>assicurino che le relazioni tra i partecipanti siano basate sulla simmetria e la reciprocità: tutti devono avere le stesse opportunità di esprimere le proprie opinioni e di essere attivamente ascoltati. Uno scambio di idee in condizioni «protette», che eviti prevaricazioni, incentiva i partecipanti a impiegare argomenti che fanno riferimento al bene comune piuttosto che a interessi egoistici e, forse, persino riuscire a vedere le questioni attra­verso gli occhi degli altri.</p>
<p>Chi prende parte a questi procedimenti di questo tipo è chiamato a compiere un’attenta analisi di problemi collettivi, a fare scelte difficili fra opzioni, soppesan­done pro e contro, accettandone quindi le conseguenze. Il termine <em>deliberazione</em>, quindi, non implica necessariamente l’assunzione di decisioni (come nell’uso corrente), ma certamente il “soppesare”<strong> </strong>(dal latino <em>libra</em>, bilancia) i vari aspet­ti di una questione di interesse collettivo. Sotto questo profilo la deliberazio­ne mira a responsabilizzare i cittadini e costituisce un antidoto agli atteggiamen­ti di critica a priori, al qualunquismo e all’antipolitica.</p>
<p>Riassumendo, la <em>deliberazione</em> è un processo dialogico strutturato che mira a migliorare la comprensione e possibilmente a produrre condivisione, contraddistinto da uno <em>status </em>paritario fra i partecipanti, da uno scambio auten­tico e reciproco di opinioni, dall’ascolto attento delle ragioni altrui, dalla valu­tazione delle conseguenze delle opzioni disponibili, dalla ricerca di posizioni condivise.</p>
<h3>2.    L’inclusività</h3>
<p>Per rendere la democrazia partecipativa e deliberativa realmente efficace, e necessario <strong>coinvolgere tutti i soggetti interessati</strong> (specie i più deboli), che devono avere la possibilità di far sentire la propria voce. Una delle maggiori difficoltà è, pertanto, la ricerca di tutti i partecipanti che possono avere interesse alla deliberazione e, in ogni caso, l’invito a partecipare diretto a coinvolgere anche soggetti marginali che altrimenti non sarebbero presenti per ragioni culturali, sociali e materiali.</p>
<p>Allo stesso tempo, per ragioni pratiche, occorre comunque limitare il numero dei partecipanti<strong> </strong>se si vuole avere un processo dialogico efficace. Le soluzioni più diffuse sono la “selezione rappresentativa”, con la quale si cerca di far partecipare un gruppo di cittadini che sia il più possibile rappresentativo della popolazione complessiva (ad esempio di un Comune o di un quartiere), e l’”auto-selezione”, attraverso la quale la partecipazione è aperta e chiunque sia interessato al tema può prendervi parte. Entrambe le soluzioni, così come altre (metodo della porta aperta, del microcosmo o dei punti di vista, del macrocosmo, metodi misti) hanno pro e contro, sia sul piano teorico sia su quello pratico (ad esempio, le indicazioni fornite da un gruppo di cittadini in qualche misura rappresentativi della comunità godono di un grado di legittimità di gran lunga superiore rispetto a quelle fornite da un gruppo formato da persone che hanno scelto di propria iniziativa di partecipare, c.d. “professionisti della partecipazione”, e che quindi verosimilmente propendono in maggioranza verso posizioni pre-determinate).</p>
<h3>3.    Perché partecipare, perché deliberare</h3>
<p><strong>Per migliorare il senso civico, </strong><strong>rendendo i partecipanti cittadini più consapevoli e attivi nella collettività. </strong>I processi partecipativi e deliberativi sviluppano le capacità di dialogo e di competenze dei partecipanti e contribuiscono “alla costruzione di capitale sociale”, al senso di comunità, di rispetto, di relazioni e fiducia tra cittadini e, auspicabilmente, tra questi e i governanti, attenuando la disaffezione e la sfiducia verso la politica.</p>
<p><strong>Per produrre decisioni migliori. </strong>La partecipazione e il dialogo della deliberazione portano a decisioni più razionali rispetto ad altre, in quanto tengono conto non solo delle conoscenze approfondite dei problemi dei cittadini ma anche delle proposte efficaci in merito alle soluzioni qualitativamente superiori rispetto alle capacità dei singoli.</p>
<p><strong>Per giungere a scelte condivise. </strong>Incorporando le preferenze delle comunità interessate. Sono i cittadini a definire in cosa consista l’interesse pubblico. Per questo motivo le scelte compiute risultano più stabili in quanto hanno una maggiore capacità di resistenza di fronte ai cambiamenti delle situazioni nel tempo.</p>
<p><strong>Per aumentare la legittimità delle decisioni. </strong>Le decisioni prese con il coinvolgimento della comunità piuttosto che attraverso l’imposizione dall’alto o dall’esterno, risultano più accettabili e sono percepite come più eque.</p>
<p><strong>Per accrescere la legittimità delle autorità. </strong>Quando<strong> </strong>si coinvolgono i cittadini e le comunità nei processi decisionali, si riduce la percezione che le decisioni siano prese solo da pochi, dai gruppi d’interesse e dal potere politico.</p>
<p><strong>Per aumentare le probabilità di successo nella fase di attuazione delle politiche.</strong> A seguito del contributo dei partecipanti e degli interessati è possibile una influenza positiva sull’azione degli apparati amministrativi che si sentono più responsabili verso i cittadini.</p>
<p><strong>Per consente di gestire costruttivamente i conflitti. </strong>Attraverso il dialogo e la partecipazione si riduce l’intensità dei conflitti, anche sociali, trasformandoli in opportunità di discussione di scelte condivise.</p>
<p>In sostanza, i processi partecipativi, qualsiasi essi siano, potrebbero rispondere al desiderio di partecipare che non sia esclusivamente di forte protesta (per una infrastruttura sgradita, per fenomeni di degrado, etc.), ma soprattutto potrebbero suscitare il gusto di riappropriarsi della politica. L’importante è che non siano operazioni simboliche o manipolative, ma realmente capaci di influenzare le decisioni.</p>
<h3>4.    E funziona?</h3>
<h4><strong>Porto Alegre – Brasile</strong></h4>
<p>Il processo di Bilancio Partecipativo (<em>orçamento partecipativo</em>) sperimentato da oltre 20 anni nella città brasiliana di Porto Alegre (e ormai in altre 200 città brasiliane e di altri Paesi del mondo tra cui circa 50 casi europei) è un iter di assemblee e dibattiti dislocati nel corso dell’anno politico-amministrativo, aperti a tutti i cittadini, che accompagnano e sostanziano il processo di definizione dei <em>Piani annuali di Investimento</em> del Comune. La preparazione annuale dell’ O.P. si articola in due percorsi paralleli – uno territoriale e l’altro tematico – ed è scadenzata in due turni principali, separati da un periodo intermedio di discussioni (<em>assembleias intermediarias</em>) nei vari quartieri delle 16 “regioni” in cui è stato diviso il territorio cittadino.</p>
<h4><strong>New York &#8211; USA</strong></h4>
<p>La decisione sulla nuova conformazione di <em>Ground Zero </em>è stata presa coinvolgendo direttamente i cittadini<strong> </strong>di New York. Residenti, familiari delle vittime, interessi economici, associazioni cittadine avevano idee profondamente diverse sul da farsi. Come attivare una città attorno a una decisione così densa di implicazioni economiche, sociali, etiche ed emotive? La risposta è stata trovata in una tecnica chiamata <em>Town Meetin</em>g <em>del 21° secolo </em>(tm21), cui hanno partecipato 4.500 persone, il 20 luglio 2002.</p>
<p>Eviden­temente, se è possibile raccogliere gli abitanti di una piccola cittadina, non è immaginabile fare altrettanto con 11 milioni di newyorkesi: nessun luogo li con­terrebbe e nessuno riuscirebbe a parlare né ad ascoltare. Però se ne possono riunire alcune migliaia che siano rappresentativi delle caratteristiche socio-demografiche (genere, età, istruzione, gruppi etnici, professioni) dell’intera città. L’opinione di questo spaccato rappresenta la voce della comunità più vasta, se solo quest’ultima avesse modo di farsi sentire. Ma anche 3-4mila persone sono tante e non è facile dare voce a tutti; qui soccorrono le moderne tecnologie informatiche. Si immagini una grande sala, piena di tavoli; attorno a ognuno si siede una decina di persone. Il processo dialogico è assistito da una figura neutrale, un «facilitatore». Ogni tavolo è do­tato di un computer, a sua volta collegato a un computer centrale. Un gruppo di membri dell’organizzazione (detto <em>Theme Team</em>) riceve le indicazioni dei tavoli, aggregandole in temi affini che vengono quindi proiettati su grandi schermi, rispetto ai quali i partecipanti sono chiamati a discutere e a votare con un teleco­mando. Parte dei temi sono proposti dall’organizzazione, parte dagli stessi partecipanti. Alla fine della giornata viene compilato un «rapporto istantaneo», che viene distribuito a tutti i partecipanti, che hanno così modo di vedere l’esito del loro impegno.</p>
<h4><strong>Regione Toscana – Italia </strong></h4>
<p>la Regione Toscana l’anno scorso ha tenuto un tm21 con oltre 400 partecipanti riuniti a Marina di Carrara e altri collegati via Internet sparsi in varie cittadine della Regione. Lo scopo era quello di discutere della legge regionale sulla par­tecipazione che doveva essere approvata entro il 2007, secondo le indicazioni fornite dai partecipanti al <em>Town Meeting</em>; l’evento si è poi ripetuto, scegliendo i partecipanti in modo casuale, per discutere della politica sanitaria regionale.</p>
<h4><strong>Comune di Napoli – Italia</strong></h4>
<p><strong>Laboratorio Napoli, Costituente dei beni comuni. </strong></p>
<p>A Napoli il processo che sta mettendo in atto l’Assessore “ai Beni Comuni, informatizzazione e democrazia partecipativa” per “creare un percorso di democrazia partecipativa attraverso strumenti condivisi ed accessibili in grado di veicolare istanze dei diversi soggetti che possono concorrere alla definizione delle politiche locali, affinché con il loro contributo l’Amministrazione possa implementare la propria agenda politica e sociale”. Come ci spiegherà questa sera l’Assessore prof. Lucarelli, il processo si costituirà attraverso due organi, l’Assemblea e le Consulte tematiche, con funzione propositiva e consultiva, al fine di far manifestare ad ogni cittadino della città istanze le proprie idee e suggerimenti per determinare miglioramenti e razionalizzazioni nell’amministrazione della città.</p>
<h3>5.    Conclusioni</h3>
<p>Il rafforzamento delle democrazia rappresentativa è un nodo ineludibile, forse anche attraverso la riscoperta di una forte etica pubblica, ma la diffusione di processi che coinvolgano i cittadini nelle scelte collettive &#8211; e nella loro attuazione e monitoraggio successivi &#8211; può essere un elemento significativo per colmare il divario tra cittadini comuni e politica. I processi di coinvolgimento dei cittadini nella cosa pubblica stanno conoscendo una crescente diffusione in molti Paesi democratici, assumendo una fisionomia pragmatica e realistica: si tratta di integrare processi e istituzioni della rappresentanza, non di scalzarli.</p>
<p>La  nostra Associazione, nell’organizzare il dibattito di questa giornata, vuole contribuire al successo di processi di partecipazione, stati stabiliti canali di comunicazione tra i cittadini, le loro associazioni e comitati e le Municipalità e l’Amministrazione comunale – sia al livello politico del Sindaco e della Giunta che della Amministrazione – contribuendo a sanare il distacco  e stabilendo un migliore grado di fiducia e di relazione tra individui,  gruppi e istituzioni.</p>
<p><strong>Fin dal livello scolastico, la  nostra Associazione ritiene fondamentale elemento di educazione civica sia la conoscenza di tali processi. Non si partecipa, infatti, solo con il voto.</strong></p>
<p>Se i cittadini saranno più motivati a prendersi cura della cosa pubblica, avendo fatto esperienza diretta della partecipazione, la nostra Associazione auspica acquistino fiducia nelle loro capacità e competenze, attraverso una cittadinanza esperta, partecipativa e responsabile.</p>
<p><strong>Questa nostra iniziativa vuole innescare a Napoli una forte risposta alla tendenza all’antipolitica ed al progressivo disertare le urne mediante il rafforzamento della funzione di raccordo cittadini/Municipalità e cittadini/Amministrazione comunale, nelle vecchie e nuove forme di partecipazione ai beni comuni.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Laiciegesuiti_riflessioni_DemocraziaPartecipativa_31-05-2012.pdf">Scarica il documento in formato pdf</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1072</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La via napoletana alla democrazia partecipativa</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1063</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1063#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 May 2012 06:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Sfide e luoghi per impegnarsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1063</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 31 maggio 2012 alle ore 18,00, presso l&#8217;Istituto Pontano, in Corso Vittorio Emanuele, 581 a Napoli, si terrà il terzo incontro del ciclo Sfide e Luoghi per Impegnarsi, dedicato al tema  &#8221;La via napoletana alla democrazia partecipativa&#8221;. Dopo San Giovanni e Scampia, è la volta del quartiere Chiaia San Ferdinando, terza tappa del percorso di riflessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Immagine1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1081" title="Immagine1" src="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Immagine1.png" alt="" width="166" height="192" /></a>Giovedì <strong>31 maggio 2012</strong> alle ore <strong>18,00</strong>, presso l&#8217;<strong>Istituto Pontano</strong>, in <strong>Corso Vittorio Emanuele, 581</strong> a Napoli, si terrà il terzo incontro del ciclo <strong>Sfide e Luoghi per Impegnarsi</strong>, dedicato al tema  &#8221;La via napoletana alla democrazia partecipativa&#8221;. Dopo San Giovanni e Scampia, è la volta del quartiere Chiaia San Ferdinando, terza tappa del percorso di riflessione promosso dall&#8217;Associazione &#8220;Laici e Gesuiti per Napoli&#8221;.<span id="more-1063"></span></p>
<p><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/lucarelli-e-de-magistris1.jpg"><img class="size-full wp-image-1069 alignleft" title="lucarelli-e-de-magistris1" src="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/lucarelli-e-de-magistris1.jpg" alt="" width="284" height="210" /></a>Introduce e modera <strong>Giannicola Forte</strong>, mentre i saluti di benevenuto saranno di <strong>Assunta Moccia</strong>, Rettore dell&#8217;Istituto Pontano.</p>
<p>Sono previsti gli interventi di <strong>Luigi de Magistris</strong>, sindaco di Napoli, e di <strong>Alberto Lucarelli</strong>, assessore ai beni comuni ed alla democrazia partecipativa, che illustrerà il suo progetto “<em>Laboratorio Napoli – Costituente per i Beni Comuni</em>”.</p>
<p>Conclude <strong>Padre Vitangelo Denora sj</strong>, delegato per i collegi gesuiti in Italia.</p>
<p><strong>RIFLESSIONI AL CENTRO DEL DIBATTITO</strong></p>
<p>Anche a Napoli si è aperta la stagione della “democrazia partecipativa”, auspicata da Laici e Gesuiti per Napoli nel dibattito pubblico del 14 marzo 2011. Il Comune di Napoli ha promosso un “Laboratorio per la Costituente dei beni comuni” che, attraverso un’Assemblea di cittadini e consulte tematiche, potrà consentire alla cittadinanza un ruolo propositivo e consultivo per l’Amministrazione.</p>
<p>Le esperienze di altre città del mondo hanno fatto comprendere che esiste un solo modo per attuare questa forma particolare di democrazia, ma che occorre costruire il modello congeniale ad una realtà concreta, attraverso la ricerca di un meccanismo di bilanciamento delle esigenze della popolazione, di un equilibrio tra istituzioni e cittadinanza che modifichi il ruolo della politica e le prerogative dei rappresentanti di governo o che, più semplicemente, comporti metodi di avvicinamento alle istituzioni quale chiave di lettura per riconsiderare l’attivismo organizzato dei cittadini.</p>
<p>Ma a cosa si verrà chiamati a partecipare? Ci si limiterà ai soli &#8211; difficilmente definibili &#8211; “beni comuni”? Saremo coinvolti nella procedura o nella sostanza degli argomenti? Si chiederà solo un parere ai cittadini o si deciderà insieme? Verranno inclusi tutti i punti di vista o saranno trascurati alcuni interessi? Saranno invitati tutti i cittadini e con quali metodi? Sarà organizzata solo dall’Amministrazione comunale o partirà dal basso? E quali saranno i ruoli del Consiglio Comunale e dei Consigli di Municipalità?</p>
<p>a cura di <strong>Laici e Gesuiti per Napoli Onlus</strong></p>
<p>con l’ospitalità ed il supporto di <strong>Istituto Pontano di Napoli</strong></p>
<p>info@laiciegesuiti.it &#8211; www.laiciegesuiti.it</p>
<p><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Laiciegesuiti_locandina_DemocraziaPartecipativa_r01.pdf">Scarica la locandina dell&#8217;incontro</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1063</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Scampia, per continuare a sperare</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1013</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1013#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sfide e luoghi per impegnarsi]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1013</guid>
		<description><![CDATA[Giovani, lavoro, formazione. Tre parole nate per stare insieme che in questo momento sembrano quasi un ossimoro. In una situazione di crisi globale, in un paese considerato ormai in declino, in una regione che vanta il record della disoccupazione giovanile, appare davvero difficile affrontare un argomento così impegnativo che solleva mille drammatiche domande e offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1058" class="wp-caption alignleft" style="width: 301px"><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Scampia-01.jpg"><img class="size-full wp-image-1058" title="Scampia 01" src="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Scampia-01.jpg" alt="" width="291" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">I relatori presenti all&#39;incontro di Scampia</p></div>
<p><strong>Giovani, lavoro, formazione</strong>. Tre parole nate per stare insieme che in questo momento sembrano quasi un ossimoro. In una situazione di crisi globale, in un paese considerato ormai in declino, in una regione che vanta il record della disoccupazione giovanile, appare davvero difficile affrontare un argomento così impegnativo che solleva mille drammatiche domande e offre ben poche fragili possibilità di risposta. Affrontarlo, poi, in un quartiere che nell&#8217;immaginario collettivo viene associato al Far West di Gomorra può sembrare persino una provocazione.</p>
<p><span id="more-1013"></span></p>
<p>Eppure è una questione che non può essere elusa perché sono in gioco le speranze, le aspettative, i sogni di troppi giovani, cui non può essere chiesto di vivere nella rassegnazione.  A questi giovani, raccolti in una scuola modello di Scampia, l&#8217;Istituto Professionale Galileo Ferraris, era prevalentemente rivolto l&#8217;incontro organizzato il 4 maggio 2012 dall&#8217;Associazione Laici e Gesuiti per Napoli, cui hanno partecipato il Governatore nella Regione Campania, <strong>Stefano Caldoro</strong>, il Presidente di Assolombarda,<strong> Alberto Meomartini</strong> e il direttore di “Aggiornamenti sociali” del Centro S. Fedele di Milano, Padre <strong>Giacomo Costa</strong>, bene introdotti da <strong>Vincenzo Ciotola</strong> (preside dell’Istituto Galileo Ferraris), <strong>Diego Bouché </strong>(Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Campania) e <strong>Paolo Graziano</strong> (Presidente Unione Industriali Napoli). Svolgeva ruolo di moderatore <strong>Vittorio Brun</strong>, mentre a chiudere il tavolo è stato chiamato Padre <strong>Fabrizio Valletti</strong>, gesuita di frontiera ben noto nel quartiere per il suo impegno nel Centro Hurtado.</p>
<p>I relatori  hanno provato ad affrontare un tema così arduo di fronte agli occhi attenti di tanti studenti, prossimi a lasciare la scuola superiore e a &#8220;scontrarsi&#8221; con le difficoltà del difficile mondo del lavoro, alimentando un dibattito a tratti molto acceso. Pur nella consapevolezza di un quadro molto drammatico, sono emersi alcuni spunti e alcuni segni di speranza, che forse val la pena non disperdere.</p>
<div id="attachment_1060" class="wp-caption alignright" style="width: 328px"><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Scampia-02.jpg"><img class="size-full wp-image-1060" title="Scampia 02" src="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/05/Scampia-02.jpg" alt="" width="318" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">I giovani studenti presenti all&#39;incontro</p></div>
<p>Innanzitutto, è emerso il <strong>paradosso del difficile incontro fra domanda e offerta di lavoro</strong> che, nonostante i dati poco confortanti sulla disoccupazione, continua a registrare la mancanza di profili professionali in linea con le esigenze delle imprese. Quindi, mentre la scuola continua a sfornare giovani con competenze obsolete o poco coerenti con le aspettative del mercato, le aziende lamentano la carenza di risorse umane sufficientemente qualificate. Un problema davvero singolare, cui la Confindustria e le istituzioni scolastiche stanno cercando di ovviare attraverso iniziative di orientamento, tirocini, stage, incontri impresa-scuola, numerose iniziative che potrebbero contribuire anche a costruire un ponte ideale fra Nord e Sud, soprattutto se andassero in porto le iniziative auspicate da Meomartini, che potrebbero coinvolgere le scuole meridionali e le aziende settentrionali. Un esempio in tal senso, potrebbe essere l&#8217;adozione di un istituto tecnico da parte di un&#8217;impresa per favorire un proficuo passaggio dallo studio al lavoro, un percorso che proprio la Saipem sta sperimentando in questo periodo.</p>
<p>Si è registrato un accordo generalizzato anche sull&#8217;esigenza di compiere un salto culturale, che consenta di passare <strong>dalla ricerca del &#8220;posto&#8221; alla creazione del lavoro</strong>. Oggi ai giovani si chiede di avere più iniziativa, provando &#8211; ove sussistano le condizioni e le capacità &#8211; ad accettare la sfida dell&#8217;imprenditorialità, magari seguendo l&#8217;esempio delle piccole cooperative che sono nate proprio nell&#8217;Istituto Galileo Ferraris, già impegnate  nella produzione di alcuni spot promozionali sui temi della legalità, commissionate dalla RAI. Ma anche i giovani che non condividono una simile vocazione imprenditoriale devono impegnarsi per costruirsi un patrimonio di competenze spendibili sul mercato del lavoro, accettando anche di completare il proprio percorso formativo in altri contesti, per tornare magari a Napoli con un profilo professionale più solido e competitivo.</p>
<p>In tal senso, occorre evitare la trappola del qualunquismo che porta al disimpegno di fronte alla constatazione che<strong> &#8220;tanto contano solo le raccomandazioni&#8221;</strong>. E&#8217; vero che nascere a Scampia significa dover scontare un handicap in termini di relazioni, opportunità, immagine. Ed è indubbiamente vero che esistono nicchie &#8211; soprattutto nella Pubblica Amministrazione &#8211; dove l&#8217;accesso al lavoro è governato da opportunità distorte. Tutto questo deve essere riconosciuto e denunciato, ma non può diventare un alibi per il disfattismo. Occorre esplorare nuovi modelli di sviluppo e fortificare le competenze dei giovani, rendendoli capaci di conquistare spazi anche in un mercato del lavoro difficile come quello attuale. Esistono molte realtà che hanno bisogno di giovani capaci e dinamici, in grado di sostenere la loro competitività.</p>
<p>Parole di speranza sono venute anche dal Governatore Caldoro, che si è dichiarato pronto a <strong>scommettere sul futuro di Scampia</strong>, anche attraverso iniziative concrete come la localizzazione della Facoltà di Medicina e lo sviluppo di altri centri di servizio in un quartiere che non può restare un &#8220;dormitorio&#8221;, ma deve provare a cogliere le sue notevoli potenzialità. Il rischio della deriva retorica in questo passaggio è notevole, ma la notizia dello stanziamento di 20 milioni per la riapertura dei cantieri potrebbe dare concretezza ad un auspicio altrimenti tanto condivisibile in linea di principio quanto fumoso sul piano pratico. D&#8217;altra parte, nessun luogo può essere più adatto a dimostrare il potenziale di Scampia quanto l&#8217;Istituto Galileo Ferraris, dove ai ragazzi si offrono opportunità di impegno imprenditoriale, oltre che un&#8217;istruzione di qualità.</p>
<p>Quindi, se da una parte è necessario guardare con franchezza ad un quadro tutt&#8217;altro che rassicurante, dall&#8217;altro occorre avere il coraggio di accettare la sfida che questa città lancia ai giovani in questo periodo difficile. È necessario, come sottolinea Padre Fabrizio Valletti, scoprire <strong>un nuovo modo di studiare che guarda oltre le pareti della scuola</strong> per andare incontro alle imprese e alle grandi opportunità che Napoli è in grado di offrire, come la cultura o le grandi infrastrutture di trasporto.</p>
<p>Prima di tutto, però, occorre cogliere l&#8217;invito di Padre Giacomo Costa a<strong> &#8220;trasformare i bisogni in desideri&#8221;</strong>, riscoprendo la dimensione del sogno. Il lavoro non può rappresentare solo una fatica necessaria per soddisfare i bisogni primari: può e deve diventare un&#8217;occasione per dare dignità e senso alla vita. Questa prospettiva può aiutare a sviluppare un nuovo approccio al futuro da parte dei giovani, dove l&#8217;iniziativa prende il posto del disfattismo e la creatività quello della rassegnazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1013</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Julienews &#124; Caldoro: &#8220;Scampia non è un problema ma un&#8217;opportunità&#8221;</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1043</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1043#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1043</guid>
		<description><![CDATA[Articolo pubblicato su Julienews.it il 7 maggio 2012 Leggi l&#8217;articolo e guarda il video sul sito di JulieNews NAPOLI – Giovani e occupazione, questo il tema di un importante convegno che si è svolto all’Istituto Galileo Ferraris. Nel cuore di Scampia si è parlato di lavoro e di opportunità rappresentate da un quartiere a rischio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato su Julienews.it il 7 maggio 2012</em></p>
<p><a href="http://www.julienews.it/notizia/politica/caldoro-scampia-non-e-un-problema-ma-unopportunita/109914_politica_0.html" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo e guarda il video sul sito di JulieNews</a></p>
<p><span id="more-1043"></span>NAPOLI – Giovani e occupazione, questo il tema di un importante convegno che si è svolto all’Istituto Galileo Ferraris. Nel cuore di Scampia si è parlato di lavoro e di opportunità rappresentate da un quartiere a rischio. Al dibattito con i ragazzi dell&#8217;Istituto, ha preso parte, tra gli altri, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, che ha sottolineato l&#8217;impegno della Regione per il territorio di Scampia ed ha rassicurato la copertura economica per la Facoltà di medicina garantendo la ripresa dei lavori al più presto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1043</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Videocomunicazioni &#124; Università a Scampia, Caldoro: “Fondi nella delibera CIPE”</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1047</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1047#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 08:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1047</guid>
		<description><![CDATA[Articolo pubblicato su videocomunicazioni.it il 5 maggio 2012 Leggi l’articolo e guarda il video sul sito di Videocomunicazioni La facoltà di Medicina a Scampia comincia a diventare realtà. Trovata la copertura economica per la sua realizzazione grazie a un accordo con il Governo. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato su videocomunicazioni.it il 5 maggio 2012</em></p>
<p><a href="http://www.videocomunicazioni.com/cronaca/universita-a-scampia-caldoro-fondi-nella-delibera-cipe.html" target="_blank">Leggi l’articolo e guarda il video sul sito di Videocomunicazioni</a></p>
<p><span id="more-1047"></span>La facoltà di Medicina a Scampia comincia a diventare realtà. Trovata la copertura economica per la sua realizzazione grazie a un accordo con il Governo. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, durante un incontro che si è svolto all’istituto Galileo ferraris di Scampia. Il governatore della Campania ha inoltre garantito che esiste una delibera del Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, che impegna almeno 20milioni di euro per la struttura. Il cantiere si era bloccato perché era previsto un finanziamento di 50milioni, ma la copertura era di 20milioni. I fondi saranno assegnati al comune di Napoli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1047</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corrieredelmezzogiorno.it &#124; Università a Scampia: sbloccato 20 milioni</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1027</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1027#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 21:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1027</guid>
		<description><![CDATA[Articolo pubblicato su Corrieredelmezzogiorno.it il 4 maggio 2012 Leggi l&#8217;articolo sul sito del corriere del mezzogiorno Università a Scampia, sbloccati 20 milioni Una studentessa a Caldoro: noi di serie B In base ad un accordo con il governo e una delibera Cipe arriveranno i fondi. «Ma serviranno altri 10 milioni» Il governatore: «La periferia può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato su Corrieredelmezzogiorno.it il 4 maggio 2012<span id="more-1027"></span></em></p>
<p><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/4-maggio-2012/universita-scampia-sbloccati-20-milioniuna-studentessa-caldoro-noi-serie-b-20128532350.shtml">Leggi l&#8217;articolo sul sito del corriere del mezzogiorno</a></p>
<h3>Università a Scampia, sbloccati 20 milioni<br />
Una studentessa a Caldoro: noi di serie B</h3>
<h4>In base ad un accordo con il governo e una delibera Cipe arriveranno i fondi. «Ma serviranno altri 10 milioni»<br />
Il governatore: «La periferia può dare più del Vomero»</h4>
<p>NAPOLI &#8211; Caldoro punta su Scampia? Pare di sì. «La copertura economica per la facoltà di Medicina a Scampia è stata trovata in un accordo con il Governo e c&#8217;è una delibera Cipe che impegna almeno altri 20milioni per la struttura». Lo ha detto il presidente della Regione Campania nel corso di un convegno all&#8217;istituto Galileo Ferraris a Scampia, organizzato dall&#8217;associazione Gesuiti e laici per Napoli. «Il cantiere si era bloccato perchè era previsto un finanziamento di 50milioni, ma la copertura era di 20milioni &#8211; ha affermato &#8211; Completata quella quota, non c&#8217;era il resto». La delibera Cipe dello scorso gennaio prevede un impegno per altri 20milioni che serviranno a completare la struttura, «poi in fase finale, dobbiamo recuperare altri 10milioni per gli arredamenti». «I fondi &#8211; ha concluso &#8211; devono essere solo assegnati al Comune di Napoli che, fra un po&#8217;, avrà l&#8217;assegnazione delle risorse e potrà far ripartire il cantiere per il completamento delle opere».</p>
<p><object id="polyshowEmbed" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="240" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="polyshowEmbed" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_400.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=cm-170276&amp;videoUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/content/video/rss/video_cm-170276.rss&amp;logo=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/img/logomezzogiorno.png&amp;channelName=CRONACA&amp;advChannel=Cronaca&amp;nielsenChannel=Cronaca&amp;videoChannelLabel=Cronaca&amp;advTemplateUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_113.xml&amp;newsPaper=corrieredelmezzogiorno.corriere&amp;clickUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/" /><param name="src" value="http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="polyshowEmbed" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="240" src="http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" quality="high" allowfullscreen="true" wmode="transparent" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_400.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=cm-170276&amp;videoUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/content/video/rss/video_cm-170276.rss&amp;logo=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/img/logomezzogiorno.png&amp;channelName=CRONACA&amp;advChannel=Cronaca&amp;nielsenChannel=Cronaca&amp;videoChannelLabel=Cronaca&amp;advTemplateUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_113.xml&amp;newsPaper=corrieredelmezzogiorno.corriere&amp;clickUrl=http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/" align="middle" name="polyshowEmbed"></embed></object></p>
<p>«Qui abbiamo tante capacità ma poiché siamo di Scampia, non veniamo considerati, mentre si dice sempre che al Vomero si sta bene». La frase arriva da una studentessa del secondo anno dell&#8217;Alberghiero Vittorio Veneto di Scampia, quartiere a nord di Napoli, nel corso dello stesso convegno. Chiede: «Ci si occupi dei giovani perché non debbano andare via. Invece dobbiamo spostarci per forza». E racconta di aver «perso un anno di tempo» perché sogna di diventare chef, da grande, e che lo scorso anno non era possibile, ma adesso sì. Teme, però, che terminati gli studi, dovrà andare via perché «qui non ci sono possibilità».</p>
<p>«Scampia ha i suoi problemi, ma anche straordinarie potenzialità che non ci sono in altre zone della città», è la risposta del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. «Qui c&#8217;è il carburante &#8211; dice &#8211; e non bisogna vedere questi quartieri come un problema perché, al contrario, sono un&#8217;opportunità. Non ho alcun dubbio che zone come il Vomero non possono dare più di quello che danno. La rendita non produce ricchezza». Così, sottolinea, «non c&#8217;è dubbio che occorre puntare su Scampia e su tanti altri quartieri che possono crescere di più e crescere tutti». Caldoro, però, ha invitato la ragazza «a essere ottimista, e lottare».</p>
<p>I «perimetri amministrativi &#8211; ha aggiunto &#8211; ingessato città e quartieri. Il problema non è portare la metropolitana a Scampia o realizzare l&#8217;università. Il quartiere deve dire quello che vuole e non può farlo perchè mancano livelli di partecipazione democratica. C&#8217;è un tessuto istituzionale slegato da chi come voi sarà elettore tra un po&#8217; e che, dopo aver votato, non partecipa più alla vita pubblica istituzionale o al processo di crescita se non con il proprio lavoro, la propria attività». Un&#8217;idea alla quale Caldoro dice di essere affezionato è quella dell&#8217;insula che, per Scampia, «può determinare dati clamorosi rispetto, ad esempio, a un quartiere del centro storico della città tradizionalmente più ricco, ma vivendo di rendita non ha competitività». «L&#8217;insula guarda alle potenzialità, al peso abitativo, alla capacità dei giovani. Se si governa Scampia così, nella logica dell&#8217;insula, il giovane del quartiere può capire dove vive e cosa può fare per migliorare».</p>
<p>04 maggio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1027</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Denaro &#124; Universita’. in delibera Cipe fondi per Scampia Caldoro: In arrivo altri 20 milioni per struttura</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1037</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1037#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=1037</guid>
		<description><![CDATA[Articolo pubblicato su Denaro.it del 4 maggio 2012 di Mirta Presta “La copertura economica per la facoltà di Medicina a Scampia è stata trovata in un accordo con il Governo e c’é una delibera Cipe che impegna almeno altri 20milioni per la struttura”. Lo annuncia il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, nel corso di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato su Denaro.it del 4 maggio 2012</em></p>
<p><span id="more-1037"></span>di Mirta Presta</p>
<p>“La copertura economica per la facoltà di Medicina a Scampia è stata trovata in un accordo con il Governo e c’é una delibera Cipe che impegna almeno altri 20milioni per la struttura”. Lo annuncia il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, nel corso di un convegno all’istituto Galileo Ferraris a Scampia, quartiere a nord di Napoli.</p>
<p>“Il cantiere si era bloccato perché era previsto un finanziamento di 50milioni – spiega -. Ma la delibera Cipe dello scorso gennaio prevede un impegno per altri 20milioni che<br />
serviranno a completare la struttura. “I fondi – aggiunge – devono essere solo assegnati al Comune di Napoli che, fra un po’, avrà l’assegnazione delle risorse e potrà far ripartire il cantiere per il completamento delle opere”. Poi, in fase finale, conclude il governatore, dobbiamo recuperare altri 10milioni per gli arredamenti”.</p>
<p><a href="http://denaro.it/blog/2012/05/04/universita-in-delibera-cipe-fondi-per-scampia-caldoro-in-arrivo-altri-20-milioni-per-struttura/">Leggi l&#8217;articolo sul sito de Il Denaro</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=1037</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alcune riflessioni sul tema &#8220;Giovani: formazione e lavoro in Campania&#8221;</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=991</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=991#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 15:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfide e luoghi per impegnarsi]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=991</guid>
		<description><![CDATA[ASSOCIAZIONE “ LAICI E GESUITI PER NAPOLI – ONLUS” RIFLESSIONI SU “ GIOVANI: FORMAZIONE E LAVORO IN CAMPANIA” ISTITUTO GALILEO FERRARIS DI NAPOLI – SCAMPIA – 4 MAGGIO 2012 1. Riqualificazione urbana, sviluppo territoriale e formazione professionale La questione della formazione e del lavoro giovanile in questo passaggio epocale è al centro della vicenda culturale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ASSOCIAZIONE “ LAICI E GESUITI PER NAPOLI – ONLUS”<br />
</strong><strong>RIFLESSIONI SU “ GIOVANI: FORMAZIONE E LAVORO IN CAMPANIA”<br />
</strong><strong>ISTITUTO GALILEO FERRARIS DI NAPOLI – SCAMPIA – 4 MAGGIO 2012</strong></p>
<p><strong>1. Riqualificazione      urbana, sviluppo territoriale e formazione professionale</strong></p>
<p>La questione della formazione e del lavoro giovanile in questo passaggio epocale è al centro della vicenda culturale, sociale, politica ed economica non solo italiana ma certamente europea e, forse, anche mondiale. La transizione che stiamo attraversando è in qualche modo più complessa della rivoluzione industriale. Il nostro è tempo di globalizzazione economica, di interdipendenza politica, di comunicazione planetaria, di tecnologia informatica e digitale. Questa convulsa e quasi contestuale serie di elementi del cambiamento contemporaneo rendono quanto mai difficile e complesso il processo formativo delle nuove generazioni anche per l’incapacità del mondo adulto di comprendere a pieno gli elementi di novità che sono facilmente accolti e fatti propri dalla più aperta e fresca coscienza giovanile.</p>
<p><span id="more-991"></span>Se si dovesse riflettere sulla formazione integrale del giovane contemporaneo il discorso sarebbe non praticabile in un testo che vuole essere assai stringato. Perciò <strong>è bene fermarsi ad un esame essenziale del profilo formativo strettamente ambientato nel</strong> <strong>mondo delle periferie delle grandi città e finalizzato al campo del lavoro.</strong> Nel quadro di un  processo ristretto a tale profilo sembra che sia opportuno rilevare che<strong> </strong>nelle periferie delle grandi città il processo formativo viene peculiarmente aiutato dal superamento della condizione di <strong>degrado umano ed urbano</strong> di cui questi luoghi normalmente soffrono. Non è fuori, perciò, dal contesto formativo l’impegno costante delle istituzioni locali di <strong>fornire politiche</strong> <strong>sociali adeguate</strong>, con gli immediati risvolti che esse assumono sulla vita familiare, scolastica e lavorativa del mondo giovanile, nonché <strong>politiche di riqualificazione urbana</strong> ( manutenzione del verde pubblico, cura e pulizia degli spazi pubblici e delle strade, segnaletica stradale, centri culturali, biblioteche, uffici pubblici di maggior frequenza, scuole a tempo pieno, ecc.). Sono, dunque, interpellati <strong>Comune e Provincia per le loro specifiche competenze ma anche la Regione</strong> perché un capitolo delle politiche regionali, sotto il profilo della programmazione e del contributo finanziario ai Comuni, venga appunto dedicato al recupero delle zone periferiche delle grandi città. Il vissuto giovanile, in un ambito socialmente avanzato e urbanisticamente godibile,si apre certamente ad  orizzonti di speranza e, dunque, supera forme depressive e trova motivi di maggiore impegno nel proprio itinerario formativo.<strong> </strong></p>
<p><strong>In via esemplificativa e con riguardo alla situazione di Napoli- Scampia, l’associazione “Scampia</strong> <strong>Felice”</strong> in un recente manifesto offre le seguenti indicazioni.“In merito alla spazio liberato dall’auspicata demolizione delle Vele, che abolirebbe ‘il simbolo dell’immagine del degrado e del malaffare’, riteniamo che si aprirebbe un grandissimo spazio per costruire un polo di sviluppo ed offrire opportunità di lavoro alle fasce più deboli, specialmente ai giovani che rappresentano la speranza per la rinascita del quartiere. Si tratta non solo di sconfiggere mire speculative sul territorio ma primariamente di inventare una specializzazione territoriale del quartiere in un epoca di glocalizzazioni irrompente: non convincono le ipotesi di trasferire l’ennesimo supermercato né l’idea di trasferire tutte le funzioni di carattere burocratico amministrativo della città. Siamo molto più interessati ad ipotesi nell’orizzonte ambientale, delle economie alternative, dell’artigianato locale, delle produzioni dal basso, come pure ad uno studentato universitario e ad un indotto legato al polo universitario in via di realizzazione. E’ il momento di farsi guidare da una logica complessiva che legittimi e dia vigore a tutto quello che si è sviluppato nelle viscere del territorio.</p>
<p>Una prima filiera potrebbe essere costituita dalla Casa editrice Marotta &amp; Cafiero ora VODISCA con uno spazio idoneo, fiancheggiata da una “Libreria” e “Legatoria”; una seconda dall’artigianato locale, prevedendo un luogo per l’esposizione di prodotti dei vari laboratori locali; una terza da quella dei prodotti naturali e dell’agricoltura biologica; contiguo a questo settore potrebbe essere la creazione di un vivaio specializzato di piante mediterranee, aromatiche ed orticole; una quarta filiera potrebbe essere quella delle energie alternative. Si segnalano altresì: a) •L•occhio sulla strada• di Jane Jacob (applicazione emendamento 161 variante al P.R.G.); b) la realizzazione di un •palaghiaccio• nell•area della ex•centrale del latte; c) la realizzazione di piste ciclabili, restauro e messa in sicurezza con guardiania continua del Parco Pubblico.</p>
<p>Tutte queste ipotesi non sono il frutto del “sogno di una notte”, ma l’approdo di una molteplicità di iniziative istituzionali e mediatiche. Per la realizzazione di queste ipotesi, possono soccorrere <strong>politiche europee</strong> incentrate sulla rottamazione e rigenerazione edilizia attraverso speciali programmi di abbattimento; nel quadro di questi finanziamenti si potrebbe proporre il Piano di Riqualificazione del quartiere Scampia. Per attuare il programma di riconversione delle aree liberate dalla demolizione delle Vele, si tratta altresì di sbloccare risorse economiche già stanziate per l’ ubicazione di servizi per la Pubblica Amministrazione. Come pure sono da considerare gli ambiti di intervento <strong>come “zona franca</strong>” al fine di attirare piccole e medie imprese incentivate dalla fiscalità di vantaggio. La valorizzazione degli spazi del territorio non si esaurisce in proposte sul versante produttivo, perché altresì si manifesta l’esigenza di <strong>riconvertire gli ampi spazi esistenti a Scampia</strong>, previsti come “piazze” ma ridotti a spazi desertificati, in luoghi di reale aggregazione secondo programmi di iniziative culturali e sociali da affidare ad associazioni sperimentate.</p>
<p>Scampia è un quartiere giovane, l’investimento prioritario è certo nella formazione e crescita culturale delle giovani generazioni sotto molteplici dimensioni, dall’istruzione con la scuola dell’obbligo, all’educazione e formazione al lavoro di cui esistono interessanti esperienze sul territorio, all’offerta di opportunità lavorative e ricreative con strumenti per connettere domanda ed offerta, riscattando la dignità del lavoro come diritto e non favore, per dotare i giovani delle conoscenze e abilità che li mettano in grado di affrontare con maggiore preparazione il loro futuro non solo a Scampia”.</p>
<p>Non si può, inoltre, non considerare sotto il profilo del momento formativo che,in base all’art. 117 della Costituzione della Repubblica, come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3, l’istruzione e la formazione professionale sono materia di legislazione regionale esclusiva, fatte salve le norme generali sull’istruzione e l’autonomia delle istituzioni scolastiche. <strong>Il tema della formazione professionale deve costituire un capitolo significativo delle politiche delle Regioni</strong> <strong>meridionali</strong>. Si tratta, infatti, di individuare i settori che offrono maggiori possibilità di lavoro nel territorio meridionale. Sembra, perciò, che debbano essere considerati i settori dell’artigianato, dell’agricoltura, del turismo, dell’utilizzazione del mare e delle energie rinnovabili. Anche il settore non profit, con specifica preparazione per i servizi alla persona e per servizi di promozione umana, trova certamente vocazioni giovanili specialmente predisposte. Si tratta, poi, di organizzare con grande serietà e con rigorosi controlli i corsi di formazione professionale, tenendo conto che il loro obiettivo principale non è quello di lenire la condizione di non lavoro dei docenti ma di preparare seriamente i giovani per un lavoro che risponda alla loro personale vocazione, che sia per quanto possibile esercitabile nell’ambito territoriale e che risponda pure alle esigenze sociali del momento.</p>
<p><strong>2.Situazione economica regionale e nuovi modelli di impresa </strong></p>
<p>L’analisi generale della situazione regionale (<strong>Bankitalia</strong>, Iuzzolino, settembre 2011 ) ha affermato “ <em>L’ultimo decennio è stato di gran lunga il peggiore nella storia economica regionale. La congiuntura non migliorerà significativamente nel breve periodo.  Diminuirà invece la quantità di risorse finanziarie disponibili (bancarie e pubbliche).  Occorre massimizzare gli sforzi di efficienza (nel settore pubblico e in quello privato) al fine di recuperare risorse da investire in innovazione e mutamenti organizzativi (per le imprese) e nel superamento delle diseconomie esterne prodotte da una scarsa qualità dei servizi pubblici.”</em></p>
<p>Tra gli economisti più noti è stato <strong>J. Stiglitz </strong>a riconoscere che, nel passato, si è data troppa rilevanza al solo modello dell’impresa volta alla massimizzazione del profitto e che, ora, sia necessario prendere atto che esso non ha funzionato e si debba riflettere su modelli d’impresa diversi, in particolare <strong>d’imprese cooperative e senza finalità di lucro</strong>. Molto simile è anche il pensiero di <strong>Elinor Ostrom</strong>, premio Nobel per l’economia nel 2009. L’ultimo riconoscimento, in ordine temporale, è arrivato dalle <strong>Nazioni Unite</strong> <strong>con la proclamazione del 2012 come anno internazionale della cooperazione.</strong></p>
<p>Sul piano nazionale, poi, <strong>la Fondazione Euricse (Università di Trento</strong>), ha reso pubblico uno studio (2012) che raccoglie i frutti di un lavoro pluriennale<strong> sull&#8217;economia cooperativa </strong>e lo descrive come un comparto Paese che, quanto meno sul piano numerico, continua a crescere, con 71.578 società operative (il 7,5% del totale di quelle tenute alla pubblicazione dei bilanci) e 1.155.290 lavoratori dipendenti (intorno al 5% dell&#8217;occupazione complessiva) mentre il valore della produzione tocca i 108 miliardi di euro ed è diffuso in tutti i settori economici (33.649 cooperative operanti nel settore dei servizi fino alle 5.137 cooperative impegnate nel settore industriale) ma con punte di eccellenza nell’agricoltura (21,1% dell’intera produzione nazionale senza contare l’industria alimentare dove operano 1390 cooperative) e nel settore dei servizi (19,1% del totale dei dipendenti).</p>
<p><strong>La</strong> <strong>Repubblica del 27 febbraio 2012</strong> riportava un servizio dal titolo emblematico<em>: ”Margini, liquidità e lavoro: in coop è meglio</em>” nel quale afferma<em> “hanno retto alla crisi meglio delle altre aziende grazie all’alto tasso di flessibilità produttività ed al processo di consolidamento ed alla presenza di migliore accesso al credito per l’esistenza di banche di credito cooperativo decentrate sul territorio”.</em></p>
<p>Tuttavia,  Euricse  afferma che , pur numerose in valori assoluti e in rapporto alla popolazione residente, le cooperative delle regioni meridionali risultino le più fragili per la loro dimensioni più ridotta, le performance spesso negative ed i livelli di patrimonializzazione modesti; esso consiglia lo <strong>strumento dei consorzi cooperativi</strong> in quanto essi presentano ricavi dati dalla remunerazione dei servizi erogati alle cooperative consorziate e, essendo volti alla mera copertura dei costi, hanno redditività tale da migliorarne dimensione, performances e patrimonializzazione.</p>
<p>L’associazionismo è l’unico strumento  che possa attivare iniziative di vasto e duraturo impatto sociale ed economico,  per favorire –però- quelle cooperative che comprendano come la produttività sia  strumento necessario per la crescita-sopravvivenza loro e dei loro soci.</p>
<p>Condizione essenziale è  che a questo strumento sia data l’attenzione istituzionale che merita in sé e come forma utile <strong>a mantenere in questi luoghi la coesione sociale.</strong></p>
<p>A questo punto sembra utile indicare <strong>quattro modelli di iniziative già presenti a Napoli-Scampia</strong> :</p>
<p><strong>MODELLO 1: Nel settore della falegnameria e dell’intarsio</strong>, da sedici anni la <span style="text-decoration: underline;">Cooperativa “ L’Uomo e il Legno”</span>, a Scampia, rappresenta nell’Area Nord del capoluogo partenopeo un presidio di legalità, di difesa e promozione del lavoro artigiano e creativo, di elaborazione e realizzazione di progetti di pre-formazione e reinserimento lavorativo di persone svantaggiate.</p>
<p><strong>MODELLO 2: Nel settore sartoriale,</strong> la C<span style="text-decoration: underline;">ooperativa “la Roccia”</span> ha per scopo il perseguimento dell’interesse generale della comunità locale mirato alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso lo svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. La sartoria nasce nel 2004 a seguito di un corso di formazione  della Regione Campania per Sarte al quale parteciparono un gruppo di ragazze di Scampia presso il Centro Hurtado. Il laboratorio di sartoria, settore produttivo della Cooperativa La Roccia, si propone quindi di formare al lavoro ragazze e donne del quartiere Scampia. Oltre alle competenze specifiche, si cerca di offrire una esperienza di serena crescita nei valori della cultura del lavoro e della legalità. Si realizzano borse, accessori, accessori da cucina (strofinacci, grembiuli,centri tavola ecc.),, aggiusti su qualsiasi capo e tessuto, abiti da sposa, ricamo e pittura su stoffa, abbigliamento generico, cuscini anche per esterni,  abiti per bambini, coprifasce, fasce per neomamme.</p>
<p><strong>MODELLO 3: Nel settore artistico librario,</strong> la <span style="text-decoration: underline;">Legatoria Artigiana</span>: questo laboratorio è erede dell&#8217;attività artigianale iniziata dalla famiglia Eliseo alla fine dell&#8217;800. In particolare gli allievi hanno imparato con maestria da Michele Eliseo junior che è vissuto nella Legatoria fino agli inizi degli anni &#8217;90 nei locali di Calata Trinità Maggiore. Ora ha gemmato un’iniziativa di lavoro presso il Centro Hurtado di Scampia.</p>
<p><strong>MODELLO 4: Nel settore dell’agricoltura e della ristorazione</strong> la Cooperativa (B) <span style="text-decoration: underline;">“Un fiore per la vita”</span> (Consorzio CO.RE.), fondata per il recupero sociale, ha di recente vinto la gara di appalto della mensa dipendenti degli aeroporti di Capodichino e di Grazzanise. La sua sede è l’ex Ospedale .Psichiatrico di Aversa.</p>
<p>Oltre a questi modelli già concretamente operanti , si può a ragione tener conto di una <strong>collegata</strong> <strong>opportunità suggerita nel citato manifesto di Scampia Felice</strong>. “ Un’ idea dalla quale partire potrebbe essere la seguente<strong>: un accordo tra il Comune di Napoli e l’I.A.C.P </strong>per la realizzazione di un bando di concorso volto ad incentivare l’imprenditoria giovanile. In particolare l’ I.A.C.P. potrebbe mettere a disposizione i portici delle case popolari (numerosissime a Scampia) per realizzare attività commerciali, mentre il Comune di Napoli potrebbe mettere a disposizione un capitale (anche modesto) da utilizzare come prestito d’onore, da restituire quando l’attività sarà ormai ben avviata. In questo modo si risolverebbero i due fattori che principalmente frenano la nascita di piccoli ma utili esercizi commerciali, ovvero gli spazi e le risorse economiche. Infine, le associazioni potrebbero essere coinvolte per la diffusione dell’iniziativa sul territorio, aiutando i cittadini interessati nella compilazione di tutta la documentazione necessaria”.</p>
<p><strong>3.Considerazioni indicative . </strong></p>
<p>Come è noto, sulla base dei  principi costituzionali , <strong>il lavoro costituisce elemento fondativo</strong> <strong>della  nostra democrazia</strong> e richiede il massimo impegno della società civile, dello Stato e delle altre istituzioni pubbliche perché il diritto al lavoro oltre ad essere riconosciuto sia effettivamente conseguito da  tutti i cittadini. Nell’affermare che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” la nostra Costituzione (art.1) pone giustamente in <strong>stretta connessione democrazia e lavoro</strong>. Queste due realtà non sono separate e , invece, si richiamano vicendevolmente. La democrazia è libertà e partecipazione; il lavoro è libertà per realizzare la personalità di ciascuno, così sviluppando la persona umana e consentendo la partecipazione dei lavoratori alla vita economica, sociale e politica della nazione (art.3). <strong>La connessione lavoro-persona, lavoro-famiglia, lavoro-società</strong> è nel suo triplice  essenziale collegamento di tale evidenza etica e storica che non ha bisogno di ulteriore delucidazione in questo sintetico contesto. Questa connessione vale per tutti, ma è anche di lapalissiana evidenza che valga soprattutto <strong>per il mondo giovanile</strong> al quale, non per banale ripetizione o per futile compiacimento, compete la cura e la gestione del futuro del Paese.  <strong>La dignità dei giovani si riconosce, si garantisce e si rispetta dando ad essi un lavoro adeguato alla preparazione e alla capacità di ciascuno. La società civile</strong> attraverso le forme d’iniziativa privata, sulla base della libertà d’impresa che non può mai essere mero profitto ma deve anche essere utilità sociale (art.41) e sulla base dell’imperativo etico e giuridico dei doveri di solidarietà (art.2), non può non incrementare la produttività ed investire nell’innovazione al fine di offrire lavoro ai giovani.</p>
<p><strong>Lo Stato</strong> deve porre le condizioni perché i privati possano creare lavoro e perché i giovani possano acquisirlo senza forme di precariato o di lavoro cosiddetto grigio o nero. La prima condizione è la legalità della domanda e dell’offerta di lavoro- da non considerare mai come merce &#8211;  che si può conseguire attraverso <strong>la triplice e collegata lotta</strong> di cittadini e istituzioni repubblicane – nazionali, regionali e locali- contro <strong>l’evasione fiscale</strong> che è anche motore di corruzione ; lotta all’evasione fiscale e <strong>alla corruzione</strong> è lotta anche nei confronti <strong>della criminalità</strong> <strong>organizzata</strong> che in esse trova il terreno più propizio al conseguimento di obiettivi speculativi, di turbativa del mercato, di privilegi, di veri e propri gravi delitti contro le persone e il patrimonio. Con il recupero di un rilevante quoziente fiscale rispetto all’intero prodotto lordo italiano, lo Stato e la Regione tutelano gli investimenti privati, incentivano quelli stranieri in Italia e promuovono i propri investimenti. Recuperano quella condizione di risorse economico-finanziarie che consentono la tutela dei lavoratori con l’indennità di disoccupazione, adeguate assicurazioni sociali contro malattia,infortuni e vecchiaia nonché effettiva tutela della maternità delle lavoratrici, erogazioni di pensioni che nel minimo diano esistenza dignitosa a chi ha lavorato contribuendo al progresso materiale e spirituale del Paese(art.4<strong>). </strong></p>
<p><strong>Il lavoro è attuazione e via per una sempre maggiore giustizia sociale e pace civile; la solidarietà, collegata ad una sussidiarietà orizzontale e verticale, è funzione ineludibile per offrire un di più di dignitoso lavoro. L’Italia sarà se stessa e darà il suo peculiare contributo all’Europa e al mondo solo se saprà offrire ai suoi giovani  la possibilità di lavorare nel suo territorio, lasciando ad essi la piena libertà di scegliere l’opportunità di un lavoro all’estero. Se questa opportunità diventa una necessità allora la libertà viene meno e la democrazia viene seriamente messa in discussione. La marcia verso una democrazia compiuta della nazione italiana verrebbe così compromessa. E’ un rischio che gli italiani del duemila non possono e non devono correre!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/04/Laici-e-Gesuiti-per-Napoli-RIFLESSIONI-SUL-LAVORO-DEI-GIOVANI.pdf">Scarica il documento in formato PDF</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=991</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovani: formazione e lavoro in Campania</title>
		<link>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=981</link>
		<comments>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=981#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 15:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfide e luoghi per impegnarsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=981</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì 4 maggio 2012 alle ore 10,00, presso l&#8217;Istituto &#8220;Galileo Ferraris&#8221;, via Labriola, lotto 2/G, a Scampia (Napoli) si terrà il secondo incontro del Ciclo &#8220;Sfide e luoghi per impegnarsi&#8221;, organizzato da Laici e Gesuiti per Napoli Onlus, con l’ospitalità ed il supporto di ITIS “Galileo Ferraris” di Napoli e con la collaborazione dell&#8217;Istituto Pontano e del Centro Hurtado. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/04/Sfide2_Scampia_227x216.png"><img class="alignleft size-full wp-image-997" title="Sfide2_Scampia_227x216" src="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/04/Sfide2_Scampia_227x216.png" alt="" width="227" height="216" /></a>Venerdì<strong> 4 maggio 2012</strong> alle ore <strong>10,00</strong>, presso l&#8217;<strong>Istituto &#8220;Galileo Ferraris&#8221;</strong>, via Labriola, lotto 2/G, a Scampia (Napoli) si terrà il secondo incontro del Ciclo &#8220;<strong>Sfide e luoghi per impegnarsi&#8221;</strong>, organizzato da <strong>Laici e Gesuiti per Napoli Onlus</strong>, con l’ospitalità ed il supporto di <strong>ITIS “Galileo Ferraris” di Napoli </strong>e con la collaborazione dell&#8217;<strong>Istituto Pontano </strong>e del <strong>Centro Hurtado</strong>.</p>
<p>In vista dell&#8217;Incontro l&#8217;Associazione ha preparato alcune<strong> <a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/?p=991" target="_blank">riflessioni</a></strong> che sottopone ai relatori a tutti quanti intendano intervenire.</p>
<p>Questo il titolo ed il programma dell&#8217;evento:</p>
<h2><span style="color: #333333;">Giovani: formazione e lavoro in Campania</span></h2>
<p>introduce e modera<br />
<span style="font-weight: bold;">Vittorio Brun</span></p>
<p>saluti di<br />
<strong>Vincenzo Ciotola</strong>, preside dell&#8217;Istituto Galileo Ferraris</p>
<p>interventi di<br />
<strong>Alberto Meomartini, </strong> presidente Assolombarda<br />
<strong>Stefano Caldoro,</strong> presidente Regione Campania<br />
<strong>Padre Giacomo Costa sj, </strong> direttore “Aggiornamenti sociali”  del Centro S. Fedele di Milano</p>
<p>conclude<br />
<span style="font-weight: bold;">Padre Fabrizio Valletti sj</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;"><a href="http://www.laiciegesuiti.it/2010/wp-content/uploads/2012/04/Laiciegesuiti_locandina_INCONTRO-A-SCAMPIA.pdf">Scarica la locandina dell&#8217;incontro in formato PDF</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laiciegesuiti.it/2010/?feed=rss2&#038;p=981</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

